AnyTime #2

C’è chi dice di odiare il suono della sveglia mattutina e c’è chi mente affermando il contrario.

Cinque giorni su sette (se non di più) non possiamo far altro che affidare la nostra puntualità a scuola, sul lavoro, ad un appuntamento importante, proprio ad una sveglia.
Un oggetto che ormai diamo per scontato, che si moltiplica in casa a vista d’occhio e che, visto il basso prezzo, spesso rifiliamo come dono senza pretese a quell’amico che, in realtà, è più un conoscente.

Eppure, anche se stentiamo a crederlo, c’è stato un tempo in cui le sveglie erano beni di lusso.
Un tempo in cui, comunque, vi erano orari da rispettare.

E se non si poteva fare affidamento su qualcosa, lo si faceva su qualcuno: gli KNOCKERS-UP, o SVEGLIATORI.

Foto d'epoca via https://rarehistoricalphotos.com/

Personaggi come l’uomo ritratto in questa foto hanno ricoperto un ruolo fondamentale per la Gran Bretagna e l’Irlanda del XIX e XX secolo.
E l’hanno ricoperto soprattutto per le classi operaie ed i lavoratori del porto, influenzati costantemente dalle imprevedibili maree.

Il termine Knocker-up deriva dalla parola inglese “knock=bussare” con l’aggiunta della preposizione “up=su”, ad indicare i lunghi bastoni di bamboo usati per raggiungere le finestre dei piani più alti.

Queste sveglie umane, quindi, lasciavano il loro letto caldo alle prime ore della mattina e si aggiravano per le strade cittadine, svegliando coloro che avevano richiesto tale servizio.

Sorge spontanea la domanda: chi svegliava gli svegliatori?
Sul quesito ironizzava già uno scioglilingua del tempo:

We had a knocker-up, and our knocker-up had a knocker-up
And our knocker-up’s knocker-up didn’t knock our knocker up
So our knocker-up didn’t knock us up
‘Cos he’s not up.

Gli knockers-up erano spesso le persone più anziane della città, non impegnate attivamente nel mondo del lavoro, o, in alcuni casi, poliziotti desiderosi di arrotondare la paga base.
Essere svegliati, infatti, costava.
I clienti pagavano una cifra settimanale concordata a priori che teneva conto della distanza percorsa dallo svegliatore e l’orario al quale si richiedeva di essere svegliati.

Un problema che si presentò agli albori del mestiere era svegliare solo chi il servizio lo pagava effettivamente.
Mrs Waters, una knocker-up del nord Inghilterra racconta così ad un reporter del giornale canadese Huron Expositor nel 1878.
“All’inizio suonavamo alle porte in modo molto rumoroso; parecchia gente si lamentava del disagio, ma se gli svegliatori così svegliavano chi già li pagava, riuscivano a svegliare anche chi per quel servizio non pagava nulla”.
Fu così che si inventarono i lunghi bastoni; più scomodi per muoversi, ma sicuramente più silenziosi.

Mary Smith, una svegliatrice della quale ci sono giunti nome e ritratto fotografico, inventò addirittura una particolare cerbottana per sparare piselli disidratati alle finestre dei suoi clienti (e questa sì che era anche comoda oltre che silenziosa!).

Nonostante, probabilmente, tali figure professionali fossero nate per far fronte ad un’esigenza dei centri industrializzati, la loro presenza si registra anche al di fuori di essi.

Caroline Jane Cousins
, conosciuta affettuosamente come Granny Cousins, divenne l’ultima knocker-up nota tra le strade della cittadina costiera di Poole, nel Dorset.
Svegliò i lavoratori dei birrifici fino al suo ritiro dalle scene nel 1918.

Altra knocker-up famosa, stavolta, nella contea di Durham, fu Mrs Bowers.
Per gli abitanti di Greenfield Terrace divenne una figura famigliare assieme al suo cagnolino.
Iniziò questa particolare professione durante la prima guerra mondiale e, alzandosi all’una di notte, garantì
per parecchio tempo la puntualità dei minatori al primo turno del giorno.

Granny Cousins
Mrs Bowers

Così come gli spazzacamini, che penso tutti immaginiamo volteggiare sopra i tetti con una certa Mary Poppins, anche gli knockers-up sono diventati negli anni personaggi quasi leggendari.

Di loro possiamo leggere tra le righe del famoso “Grandi Speranze” di Charles Dickens, quando l’orfano Pip prende in mano il racconto nel capitolo VI:

“As I was sleepy before we were far away from the prison-ship, Joe took me on his back again and carried me home.”
“He must have had a tiresome journey of it, for Mr Wopsle, being knocked up, was in such a very bad temper that if the Church had been thrown open, he would probably have excommunicated the whole expedition, beginning with Joe and myself.”

“Poiché ero assonnato prima che ci allontanassimo dalla nave-prigione, Joe mi prese nuovamente sulla schiena e mi portò a casa.”
“Deve essere stato un viaggio molto stancante, poiché Mr Wopsle, dopo essere stato svegliato, era così di malumore che, se la Chiesa fosse stata spalancata, avrebbe probabilmente scomunicato l’intera spedizione, cominciando da Joe e da me.”

O ancora nella tristemente celebre vicenda di Jack the Ripper, Jack lo Squartatore.
Robert Paul, l’uomo che scopre il cadavere della prima vittima, Mary Nichols, descrive come il poliziotto che ha informato del ritrovamento non trovi motivo alcuno per tralasciare il suo compito di svegliatore.
Queste le parole esatte:

“I saw [a policeman] in Church-row, just at the top of Buck’s-row, who was going round calling people up, and I told him what I had seen, and I asked him to come, but he did not say whether he should come or not. He continued calling the people up, which I thought was a great shame, after I had told him the woman was dead.”

“Vidi un poliziotto in Church-row, proprio all’inizio di Buck’s-row, che si aggirava svegliando la gente. Gli dissi cosa avevo visto, chiedendogli di venire a vedere lui stesso, ma il poliziotto non disse se sarebbe venuto o no. Continuò a svegliare le persone, cosa che pensai fosse una gran vergogna, visto che gli avevo riferito che la donna era morta.”

E gli knockers-up, ormai dimenticati e soppiantati dalle nostre sveglie sul comodino, sono stati immortalati anche in una canzone, scritta da Mike Canavan e cantata in anni più recenti da Joe Stead.
Poche parole e note nostalgiche della chitarra per tentare di percepire un tempo che non è più il nostro.

Quando riparleremo di storia, chiedete?
AnyTime!