FILTRO: cuffiette e sogni in cameretta

L’adolescenza è quel periodo in cui, tra le varie cose sconvolgenti che accadono, molte persone iniziano ad ascoltare musica assiduamente. Un po’ per appartenere ad una community, un po’ per avere struggenti colonne sonore per i per le proprie elucubrazioni mentali. 

Ebbene, vorrei dire che i miei esordi da ascoltatrice seriale sono stati costellati dai Pink Floyd, da Eric Clapton e i Rolling Stones, ma non è così. Intendiamoci, a casa mia quella era la musica che si ascoltava e si ascolta tutt’ora. 

Tuttavia, devo confessare che la mia prima ossessione da ragazzina sono state le t.A.T.u. Correva l’anno 2003 e facevo quinta elementare. La mia migliore amica dell’epoca, durante il viaggio in pullman verso il museo del Risorgimento, ascoltava proprio un CD delle t.A.T.u. Aveva deciso di condividere con me una cuffietta, dal momento che io non possedevo ancora un lettore portatile, e fu così che diventai dipendente da uno dei brani più famosi di questo gruppo russo, All The Thing She Said (dall’album 200 km /h in the Wrong Lane, 2002), per poi seguire a ruota qualche anno dopo con All about us (dall’album Dangerous and Moving, 2005). Mi feci masterizzare il disco dalla mia amica e comprare un lettore portatile dai miei genitori, esattamente in questo ordine. E vi lascio solo immaginare la questione di Stato (e per Stato intendo tutti i miei compagni di classe) sul fatto che le due cantanti fossero lesbiche, forse. Io non capivo da dove avessero preso quell’idea e in ogni caso non trovavo fosse una cosa così fondamentale. Solo molti anni dopo, guardando per la prima volta il video della canzone, ho capito perché fosse scoppiato quello scandalo internazionale. 

Il periodo delle medie possiamo riassumerlo in un susseguirsi schizofrenico di hit pop e commerciali, tra cui voglio ricordare Obsesion degli Aventura e quello che chiamavo il tango di Shakira (Objection, singolo del 2002), che mi sembrano particolarmente degni di nota. 

Ma la vera consacrazione avvenne durante i primi due anni del liceo con il mio primo CD originale, ricevuto per il compleanno, Let Go (2002) della regina del pop punk Avril Lavigne. Iniziò, così, il momento degli ascolti in cameretta con il libretto dei testi alla mano, le cantate a squarciagola e le più belle storie d’amore che siano mai state pensate e immaginate. Ricordo che alla canzone Anything but Ordinary avevo associato la mia cotta dell’epoca, che credo meriti un abbastanza dettagliato racconto. Stavo leggendo la prima trilogia del Mondo Emerso, di Licia Troisi, a mio parere una delle saghe fantasy young adult più belle che siano state scritte. Neanche a dirlo, ero innamorata di Sennar, il mago dai capelli rossi e le lentiggini, coprotagonista della serie. Un giorno me lo ritrovai di fronte a scuola, nel corridoio principale, et voilà ora sapete come sono finita in cameretta con la canzone di Avril Lavigne. Poco importava che in realtà quello fosse un ragazzo reale e che probabilmente niente aveva in comune con il mio innamorato letterario, salvo i capelli rossi e le lentiggini. Ma, in fin dei conti è il bello di quell’età.

Seguirono i Green Day con l’album American Idiot e insieme a loro andava avanti la mia deriva pop punk di quelli anni. E voglio sottolineare che ero la persona meno riconducibile a quello stile che ci fosse, dal momento che sfoggiavo outfit che hanno fatto la storia della moda religiosa.

E infine, eccomi approdare alla Gaga mania. 

Lady Gaga per me è stata la rivoluzione, a posteriori potrei dire che ho sempre amato il suo essere provocatoria, ma in realtà ero semplicemente travolta dai ritmi dance e dal trash dei video (vedi gli uomini in calze a rete e tacchi di Alejandro). Che poi a dirla tutta quei tacchi erano niente in confronto al reggiseno di Gaga con le mitragliette, sempre nello stesso video.

Oggi ho 28 anni e posso affermare con sincerità ed entusiasmo di aver abbandonato la maggior parte dei gusti di un tempo. Solo Lady Gaga amo ancora e, nonostante i nasi storti di molti amici, non me ne vergogno, anzi. Ha una voce pazzesca e sta facendo un bel percorso. Tra i miei artisti preferiti di ora ci sono anche i Pink Floyd, Eric Clapton, i Rolling Stones, Chuck Berry, David Bowie e i più contemporanei Chinese Man. 

Probabilmente dopo le prime rivelazioni per molti rimarrò principalmente la ragazza delle t.A.Tu e di Avril Lavigne, ma me ne farò una ragione. In fin dei conti quelle canzoni mi hanno accompagnata in un periodo molto difficile e speciale e hanno amplificato le emozioni e i sentimenti più autentici. Per cui, e sono certa di non essere la sola, ogni volta che mi capiterà di risentirle non potrò fare a meno di cantarle e di lasciarmi strappare un sorriso di nostalgia e tenerezza.   

ELGA ACERNO

Writer
Laureata in Beni Culturali, appassionata di arte, letteratura, cinema, musica e danza.
Lavora come bibliotecaria presso la Biblioteca Civica del proprio paese
e collabora con l'Amministrazione per iniziative culturali e sociali,
legate soprattutto al museo etnografico
che gestisce insieme ad altri colleghi.