Per modo di dire

Proverbio: detto popolare che condensa un insegnamento tratto dall’esperienza.
Questa la definizione secondo vocabolario di una parola che ormai è talmente intessuta a fondo nel nostro parlare, da non doverla definire nemmeno più.

E nonostante ci siano proverbi unici, utilizzati solo in alcuni stati o zone geografiche, non è difficile che tutto il mondo sia paese anche in questo caso.
Una lingua fa facilmente propri modi di dire di una cultura simile, semplicemente traducendoli al meglio.
D’altronde, un grande primo distributore di proverbi non fu nient’altro che la Bibbia.

Pare, quindi, che il genere umano non possa fare a meno di ricorrere a modi di dire per esprimersi, per esprimere in modo più immediato certi concetti.
Lo fa da tempi antichi, in ogni parte del mondo.
Non solo in forma parlata, ma anche visiva.

Ciò si può verificare in due modi.
Il proverbio viene iscritto su determinati oggetti così da farsi leggere oppure essere rappresentato attraverso la pittura o la scultura.
Guardiamo, ad esempio, questa illustrazione su una ceramica Thai riportante la scritta “Don’t torch a stump with a hornet nest.”, letteralmente “Non bruciare un moncone con un nido di vespe”.
Non sappiamo cosa esattamente il proverbio thailandese volesse dire, ma, andando ad istinto, si potrebbe trovare una corrispondenza col nostro “Non gettare benzina sul fuoco”.

Alcuni proverbi sono poi così diffusi nella società da non avere bisogno di presentazioni, di didascalie a spiegarne il significato.
Si pensi alla rappresentazione delle famose Tre Scimmie Sagge che ci riportano subito alla massima giapponese “Hear no evil, see no evil, speak no evil”, traslato “A volte meglio non vedere, sentire o parlare”.
La forza di un proverbio sta proprio in questo, nel diventare così parte del folklore locale da poter essere compreso da chiunque lo veda rappresentato, senza il bisogno di lunghi sermoni.
La scarsa capacità di sintetizzare l’immagine annienta la forza racchiusa nel modo di dire e porta, di conseguenza, ad una sua incomunicabilità e scomparsa nel tempo.

Anche i fumettisti, dal canto loro, impregnano spesso i loro lavori con proverbi e modi di dire, che siano essi editorialisti o umoristi.
C’è chi parte dal testo e chi dall’immagine per sviluppare il proprio lavoro; ancora meglio se si riesce a realizzare una perfetta combinazione di entrambi.
Una ricerca ha dimostrato che una parte scritta accompagnata da una figurativa, viene ricordata di gran lunga meglio che un testo semplice.

Non sorprende che i fumettisti distorcano anche i proverbi, raffigurandoli letteralmente o alterandone il significato.
Un esempio?
Un proverbio diffuso nei paesi anglofoni recita “Early bird catch the worm”, il nostro “Chi dorme non piglia pesci”.
L’”early bird” è spesso associato anche ad offerte su ordinazioni di cibo entro una determinata ora della mattina.
Beh, la striscia comica, sintesi perfetta di tutte queste premesse, potrebbe rappresentare una cameriera che consegna ai clienti un vassoio pieno di vermi esclamando proprio “Two early bird specials…here you go”.

Tornando alla pittura, se ci sono due artisti che hanno fatto spesso dei proverbi addirittura i protagonisti delle proprie opere, quelli sono i fiamminghi Bruegel.
Si parte da alcune illustrazioni a penna, come quella raffigurante il detto “il pesce grande mangia quello piccolo”, per arrivare a tele come “il cieco che guida il cieco”, metafora biblica.

L’apice di questo interesse per i proverbi nell’arte è rappresentato, però, dall’opera ambiziosa di Pieter Bruegel il Vecchio, “Proverbi Fiamminghi”.
Mai così tanti modi di dire erano stati rappresentati all’interno di uno stesso dipinto: ben 120.
Bruegel rappresentò una sorta di città dei proverbi, con l’intento non solo di criticare la società, ma anche di omaggiare la saggezza popolare.

Per concludere, osserviamo qualche episodio da più vicino.

Riuscire a legare il diavolo con un cuscino.
Ovvero, chi la dura la vince.

Attaccare una barba finta a Cristo (credere di farla franca)

Essere armati fino ai denti

Trovarsi sui carboni ardenti

Farsi menare per il naso

Andare controcorrente

Buttare i soldi dalla finestra

Sventolare il mantello a seconda della tempesta (essere una banderuola)

Schiacciare due mosche con un solo colpo (prendere due piccioni con una fava)

Come dicevamo, questi proverbi così antichi sono talmente potenti da riuscire a parlarci ancora oggi, senza alcun bisogno di parlare.

Scoprite gli altri modi di dire presenti nell’opera al seguente link:
https://en.wikipedia.org/wiki/Netherlandish_Proverbs

FEDERICA ZORZELLA

Writer
Laureata in Beni Culturali, anima vintage e mente moderna.
Grande lettrice, consumatrice seriale di film, appassionata di storia e crime.