“The Atlas of Beauty” – Mihaela Noroc

In questa puntata l’obiettivo donna è elevato a potenza.
Si, perchè non solo l’artista è una giovane fotografa, ma il suo soggetto preferito sono le donne, centinaia, nelle quali si è imbattuta nel suo girovagare per il mondo e di cui è riuscita perfettamente ad immortalarne l’essenza nei suoi scatti, ora raccolti in un libro.

Un’ “Atlante”, come lei stessa lo ha definito, di una bellezza “diversificata”, che supera i confini di quei canoni che ormai governano i mass media, nei quali solo ultimamente si cerca di dare un maggior valore a ciò che ci contraddistingue gli uni dagli altri abbandonando l’idea di un fascino troppo regolare e il desiderio ossessivo di omologazione.

Mihaela Noroc, questo è il nome della 35enne, autrice di questa incredibile opera.

Nasce in Romania e la passione per la fotografia e la ritrattistica comincia fin da giovanissima, quando suo padre le regala la prima macchina fotografica.
Dapprima questo legame rimane un semplice hobby, e sembra quasi giungere ad una conclusione quando Mihaela decide di abbandonare l’università di fotografia, e di conseguenza questa sua passione, a causa di alcuni professori che le avevano sconsigliato di continuare il cammino professionale.

Mihaela Noroc
Fonte: The Atlas of Beauty

Ma nel 2013 avviene la svolta.
In un viaggio all’estero, precisamente in Etiopia, ha un’epifania. 

Rimane affascinata dalle donne del posto che vivevano una realtà ben diversa rispetto a quella più globalizzata alla quale è sempre stata abituata, ma nelle quali riscontra una forza e dignità che cerca insistentemente di catturare attraverso il proprio obiettivo.
Volti che mettono in crisi ogni ideale di bellezza tradizionale, che lasciano spazio ad un autenticità imperfetta e grezza rivoluzionaria, che ha personalità. Qualcosa che non ha niente a che fare con il mero fattore estetico.

Lei stessa afferma: “Dopo quel viaggio, ho realizzato che sarebbe stato fantastico mostrare la diversità del nostro pianeta attraverso i ritratti delle donne”

Fonte: The Atlas of Beauty

Ecco che la scelta ricade sulle donne. Quei volti che fin da ragazza aveva imparato ad apprezzare, scegliendo come proprie “modelle” sua madre e sua sorella e iniziando così un rapporto intimo nel ritrarre il fascino dei volti femminili.

Lei stessa scherza in un’intervista rilasciata a Vanity Fair : “Verrò ricordata come quella che non ha mai fotografato un uomo”.
Ma la verità è che la decisione di restringere il proprio “target” ad un campione più circoscritto è tutt’altro che presa accidentalmente.
Sapeva di aver bisogno di trovare un soggetto su cui soffermarsi e esplorare più approfonditamente per poter far fare un salto di qualità alla propria carriera e ciò che l’aveva da sempre incuriosita era la figura della donna, perchè comprendendo essa, indirettamente riusciva a comprendere maggiormente se stessa come tale.

Una preferenza che però viene dettata anche dai tempi e dalla necessità di mostrare una bellezza che viene troppo spesso discriminata o lasciata passare inosservata. 

“Il mio obiettivo è trasmettere un messaggio sulla tolleranza e cambiare il modo in cui le donne vengono rappresentate nei media negli ultimi 30 anni”

Cambiare la mentalità e porre il riflettore su intere generazioni di meravigliose donne che vivono con la continua pressione e paura di non venire accettate da una società fatta di copertine e che si alimenta di “mi piace” su instagram.

Nasce così l’idea di questo ambizioso progetto: mostrare finalmente le donne come raramente le abbiamo viste. Cariche di una bellezza incorrotta, tangibile.

Senza pensarci troppo, all’età di 29 anni, lascia il proprio lavoro e con lo zaino in spalle, si mette in cammino per concretizzare questo obiettivo; e da quel momento non si è mai fermata.

Ha visitato più di 50 paesi, ritraendo più di 500 donne nel proprio contesto.
Questo è sicuramente uno degli aspetti più interessanti di quest’artista che ha scelto di contrastare una società omologata ponendo l’accento invece sulla DIVERSITA’, il vero valore aggiunto. E per farlo decide di rappresentare la bellezza di ognuna di essa nella loro terra di origine, diventando specchio della loro civiltà perchè come lei stessa afferma:

“la bellezza è un valore universale, non ha colore, non ha religione, non ha confini e non ha etnia.”

Fonte: The Atlas of Beauty

Sono volti intrisi di storia.

Per questa ragione Mihaela non si ferma ad uno scatto rubato in pochi secondi.
Vuole dare il giusto spazio e omaggio a ciascuna di queste donne.

E per farlo, nel suo portale, decide di presentarle non sono solo come volti che rimangono silenti. Ma anzi, arricchendole di umanità, dando voce alle loro storie, raccontando la loro quotidianità e le loro esperienze in quanto donne fatte di sogni e ostacoli, molto più di semplici “facce”.

E così facendo, le avvicina inevitabilmente allo spettatore, consentendogli di sentirsi rappresentato a qualsiasi latitudine esso si trovi.

Come la storia di Courtney, una ragazza americana 26enne che ha iniziato a lavorare per sopravvivere in giovane età, cambiando diversi lavori: passando da cameriera, orticoltrice e arrivando addirittura a lavorare come confezionatrice di pane.
Mihaela la ritrae però con casco e saldatrice in mano, sorridente e consapevole di aver trovato finalmente il lavoro che fa per lei.

Courtney si carica perfettamente di quella bellezza che l’artista vuole esaltare, che ha carattere, vestendo perfettamente l’audacia e il coraggio di una donna che non si è lasciata intimorire dagli stereotipi portando avanti la sua passione. 

Fonte: The Atlas of Beauty

Già osservando pochi ritratti è possibile comprendere la portata di questo progetto e soprattutto la bravura di questa giovane artista.

L’uso accurato con le composizioni di colori, probabilmente ereditato dal padre pittore, che diventano elemento fondamentale per evidenziare il soggetto separandolo dallo sfondo.

Fonte: The Atlas of Beauty

Lo stesso contesto che però, molte volte, non viene abbandonato del tutto ma anzi, viene coinvolto egregiamente all’interno delle proprie fotografie consentendo di entrare più in intimità con il soggetto e la sua cultura, di raccontare più vita in un solo scatto. 

Fonte: The Atlas of Beauty
Fonte: The Atlas of Beauty

E ancora lo studio delle linee e delle posture mai lasciate al caso, con l’intento ancora una volta a richiamare l’attenzione al volto, non lasciarselo sfuggire ma di assaporare una bellezza alla quale non siamo avvezzi, con sopracciglie spesse e non curate e nasi imperfetti.

Il lavoro di quest’incredibile artista non è ancora giunto al termine.

Ha iniziato da poco a portare e presentare i suoi lavori in giro per il mondo, arrivando addirittura ad esporre al  Brescia Photo Festival tenutosi nel Maggio 2019 e che aveva come tematica principale quello di definire le Donne e il loro rapporto con il Mondo.

Ma la sua missione continua. Mihaela guarda già al futuro e ai tanti paesi ancora inesplorati e alle bellezze ancora non valorizzate.

"I hope that the project will make more people understand that women deserve much more respect."

Mihaela Noroc

CECILIA ZORZELLA

Writer & Web Designer
Laureata in Informatica, appassionata di Fotografia e Psicologia.
3 cose di cui non riesco a fare a meno:
la mia polaroid, la giusta colonna sonora, un viaggio in programma.